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Maurizio ne diceva tante e alcune è difficile metterle per iscritto, perchè erano divertenti nel contesto in cui venivano tirate fuori.
Scavando tra i ricordi ne abbiamo trovate alcune; la prima citata è il suo marchio di fabbrica:
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"Che te devo di'... T'abbraccio!"
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"La palla è del primo che se la pija: regola de Mauriziuccio tuo"
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Rivolgendosi ad un arbitro di Varese, Sala, intenzionato a continuare la sua attività oltre i limiti di età:
"Ah Sala, quann'è che smetti?!"
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"Ma come! Al giocatore che sta per terra glie dai la mano??! Ma je devi da' un calcio in bocca!"
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"A me me bastano tre minuti per capire se un arbitro è buono oppure se è na pippa".
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"Io sono come Van Gogh: arrivo sul campo, do due-tre pennellate e la partita è fatta".
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Rivolgendosi a Fiorito durante una storica partita GAP Roma-GAP Viterbo, dopo un suo fischio:
"Ah Paole', hai visto! Questi so' fischi! Impara, che per 20 anni t'ho portato sulle spalle: io ero il pittore e tu il manovale!"
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| "L' occhio del Presidente ti segue sempre" |
Maurizio a Gorlato durante un raduno: "Ah Giò, 'sti arbitri giovani
so' tutti uguali, so' tutti champignon... noi eravamo funghi porcini!"
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