Associazione Amici di Maurizio Martolini

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TRANQUILLAMENTE IMPERTURBABILE
Quando nacque Maurizio Martolini, il 18 dicembre 1942, Roma era ancora tranquilla. Nel caos della guerra Roma continuava ad essere risparmiata dai bombardamenti e in città si viveva, tutto sommato, abbastanza tranquilli. Si parlava con un certo distacco della sconfitta navale giapponese di Guadalcanal e dell'autoaffondamento della flotta francese, senza minimamente pensare che anche Roma non si sarebbe sottratta alla furia nazista. Così anche Martolini crebbe in un ambiente poco sereno ma soltanto per alcuni anni. A scuola Martolini poté constatare di avere doti d'atleta e puntò tutto sulle corse veloci pur non disdegnando di giocare a pallacanestro, dapprima nell'ambiente scolastico poi in prima divisione. E sulle piste in terra battuta corse, a sedici anni, i 100 metri in 11 e 4. Un tempo niente male, specie in campo regionale.
Ma per gli strani misteri di questa vita la carriera sportiva di Martolini si spostò nel basket e in un campo difficile, quello dell'arbitraggio. Non ancora ventenne sostenne gli esami per passare allievo arbitro, successivamente, in serie C nel '65, in B nel '67 e, per ultimo, giovanissimo, nella categoria superiore dove debuttò con Marzio Zambelli, a Cagliari, in Brill-Snaidero. Da allora di carriera ne ha fatta molta ed oggi è uno degli arbitri che vanno per la maggiore. Viene designato, insieme al collega ed amico Fiorito, col quale ha diretto oltre 300 incontri, a dirigere gare delicate, importanti ai fini della classifica e per le quali occorrono caratteristiche di autorità, dinamismo e tempestività.
-          Cosa pensa di Fiorito, con il quale fa coppia fissa da anni? Mi parli un po' del suo collega.
-          "E' un ragazzo d'oro, innamorato dell'arbitraggio, del basket. E' molto buono, posato, attaccato alla famiglia e al lavoro. Unico difetto la discendenza scozzese, Infatti, è, come si suol dire, un po' tirato".
Con l'amico concittadino, Martolini gira tutti i campi della penisola e, come accade, talvolta incappa in qualche giornata negativa. Viene contestato ma non sembra prendersela troppo a cuore. Ricordandomi di averlo, a luno, attaccato per il suo operato in Gorena-Brill dello scorso campionato (ai patavini venne squalificato il campo per due giornate) cerco di saperne di più ma, con furbizia, parla di un altro incontro. Le critiche non lo scossero nemmeno in quell'occasione.
-          "I giornalisti fanno il loro lavoro. Leggo i loro giudizi e non ci penso. L'importante è quello che penso io sulle mie prestazioni".
-          Ma quale gara è andata peggio…
-          "Sono tante le partite dove sono stato contestato. Citerò per esempio lo spareggio Simmenthal-Ignis del '72. Però sono tante anche le partite che mi hanno dato grande soddisfazione ma non sono in grado di citarne una poiché dovrei fare una graduatoria e la cosa è improba".
-          Chi vincerà lo scudetto?
-          "E' un problema che non mi sono mai posto".
-          E di un eventuale doppio straniero?
-          "Non mi interessa".
Certo Maurizio Martolini sembra avere le parole contate ma non è per paura dell'intervista. Anche nella vita è un uomo di poche parole. Quando lo vedi prima o dopo una gara sei bravo se gli strappi un buongiorno. Non lo fa per cattiveria ma perché è così. Comunque ha il grosso pregio di essere gentile con tutti, pronto a rispettare le idee degli altri, a trattare tutte le persone con eguale cortesia.
-          L'Italia si prepara a Montreal. La nazionale di Giancarlo Primo, a suo modo di vedere riuscirà a conquistare un grosso risultato? Chi vorrebbe vedere in maglia azzurra?
-          "Non sono un allenatore. Non saprei, quindi, che cosa dire. Comunque da quel che mi risulta Giancarlo Primo è arrivato sempre agli impegni importanti con una squadra efficiente e questo, mi sembra, possa bastare".
-          E del mini-basket…
-          "Una cosa positivissima per molte ragioni".
Maurizio Martolini ha diretto 750 incontri di pallacanestro e di questi 50 appartengono alla serie A. E' sposato da sei mesi, lavora in una compagnia di assicurazioni ed ha un hobby molto costoso. Vorrebbe viaggiare sempre, possibilmente molto lontano. Vuole vedere e conoscere il mondo e, probabilmente, anche il dirigere incontri internazionali aiuterà questa sua passione. E non dovrebbero mancargli le occasioni dal momento che ha ancora molti anni d'arbitraggio davanti a se. L'esame per passare internazionale lo ha già sostenuto, nello scorso luglio ad Halle, e perciò tutto va secondo i suoi piani.
 
 
L'ARBITRO QUESTO SCONOSCIUTO di Giorgio NACCARI - IL BASKET - FEBBRAIO 1974